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Coffee Chat con la Professoressa Gervasoni: Margherita e Luca ci raccontano il primo evento dell’anno dedicato alla Community

di Team Editoriale   |   M4U   |   02/04/2021
Nel pomeriggio di martedì 26 gennaio 2021 si è tenuta la Coffee Chat online con Anna Gervasoni, Direttore Generale di AIFI, Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt. 
Nella prima parte del Coffe Chat, la Professoressa Gervasoni ha presentato lo stato attuale del Private Capital in Italia, focalizzandosi sulle azioni intraprese durante la pandemia e i piani per il futuro.
In particolare, il mercato del Private Equity, seppur rallentato dalla pandemia, non è stato assolutamente frenato in questi ultimi mesi: i fondi di Private Equity e Venture Capital hanno sostenuto le imprese in portafoglio fornendo la liquidità necessaria per far fronte alla crisi economica causata dal COVID-19, mentre i fondi di Private Debt hanno lavorato, laddove opportuno, per rinegoziare i termini del debito.
Nonostante l’attuale situazione in cui i fondi si trovano ad operare, la Profesoressa Gervasoni ha sottolineato come lo scenario continui ad essere favorevole per i fondi attivi in queste asset class alternative, grazie ai tassi bassi che continueranno a dirottare i capitali in cerca di rendimenti.
 
Sul fronte dell’innovazione la pandemia ha influenzato anche il settore del Private Capital, portando alla necessità di un ripensamento del modello strutturale del Private Equity, che concili la struttura tradizionale dei fondi di PE con modelli diversi che si stanno affermando, a livello internazionale, sulla base soprattutto di tre direttrici principali:
1)         L’apertura alla partecipazione di questi fondi a investitori privati e non solo istituzionali, favorita da strumenti come PIR o ELTIF, che permettono di incanalare il risparmio verso investimenti produttivi per l’economia reale.
2)         La sempre maggior diversificazione dei fondi più tradizionali di Private Equity, che stanno ampliando il loro raggio di azione costituendo piattaforme multiasset che prevedono anche fondi di Venture Capital, Private Debt o fondi infrastrutturali.
3)         L’innovazione tecnologica, il sempre maggior numero di piattaforme fintech che permettono di apportare finanza a diverso titolo, che può rivelarsi preziosa per la crescita e il consolidamento di piccole imprese o startup. Di contro questa modalità porta a una minore personalizzazione del finanziamento, caratteristica invece fondamentale dei fondi alternativi.
 
Relativamente all’aspetto culturale delle piccole e medie imprese italiane che vengono raffigurate come restie ad aprire il capitale sociale a terzi, le cose sono cambiate e la nuova generazione di imprenditrici e imprenditori è assolutamente consapevole e disponibile ad aprirsi al dialogo col mercato finanziario, alla ricerca di partner che siano in grado di portare competenze mirate a migliorare la competitività e favorire la crescita.
 
Per quanto riguarda le differenze tra il Private Equity americano ed europeo, oltre al fattore dimensionale, Anna Gervasoni sottolinea come vi sia una diversa visione del ciclo di vita dell’azienda e che questo comporti che i VC, che in USA hanno una maggiore disponibilità di risorse, sostengano la crescita e investano anche in aziende mediamente più avanti nel ciclo di vita (anche scale up) rispetto ai fondi europei.
  
Con riferimento al ruolo del PE nel mondo della moda, uno dei settori maggiormente colpiti dalla crisi, la strategia adottata è quella di fornire alle aziende in portafoglio la liquidità e il capitale necessario per fare operazioni di add-on: dato che un fondo di PE di solito non può operare come fondo di turnaround, questi fondi apportano liquidità alle imprese già in portafoglio, per acquisire altre aziende della stessa filiera, magari in difficoltà,  per creare aggregazioni che permettono di aumentare l’efficienza e scalare più facilmente, affrontando in maniera più efficace questo periodo di crisi.
 
Ciò che emerge dalla panoramica fatta sul Private Capital è, da un lato, il grande contributo strategico che questo settore gioca nel favorire la ripartenza e la crescita del nostro Paese, dall’altro il fatto che il suo continuo sviluppo favorisce anche l’inserimento di giovani. 
 
La seconda parte della Coffee Chat si è infatti soffermata su alcuni consigli di carriera della Professoressa Gervasoni rivolti alle/ai giovani interessati al mondo del Private Equity. Le competenze imprescindibili richieste oggi per operare sui mercati finanziari sono la conoscenza della lingua inglese e le competenze digitali. Oltre a questo, un fattore da non sottovalutare è l’apertura mentale data da una preparazione umanistica, diffusa nel nostro Paese, che si intreccia con la cultura imprenditoriale italiana, connettore che permette di rapportarsi con gli imprenditori. Poi ci vogliono competenze specifiche da financial analyst: i fondi di Private Capital cercano principalmente giovani con esperienza di almeno uno-due anni nel mondo della consulenza, revisione o Investment Banking. 
 
In finanza esistono due macroaree: corporate finance e capital markets. Il mondo del Private Capital appartiene alla prima, quindi il suggerimento per gli interessati ad entrare in questo settore è quello di prediligere esperienze in questa area. Tuttavia, il consiglio generale rimane quello di fare comunque esperienze lavorative durante il percorso di studi; anche se inizialmente possano sembrare non completamente in linea con la carriera desiderata, mai rischiare di perdere opportunità di crescita, che potrebbero aiutare a capire sé stessi e il mondo che ci circonda.
L’indicazione finale è quella di osare il più possibile, nel caso del Private Capital anche cercando internship direttamente in piccoli fondi, che stanno iniziando a vedere sempre più di buon occhio l’inserimento di figure non senior.
 
Segnaliamo a tutti gli interessati la newsletter “Private Capital Today” gestita da AIFI che riporta ogni giorno le notizie più importanti relative al settore del Private Capital nel nostro Paese (https://www.aifi.it/private_capital_today). 
 
Luca Longhi e Margherita Girardi, Mentee di Mentors4u