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ESG e Finanza. Intervista a Alessandra Patera, Head of ESG di DeA Capital Alternative Funds

di Team Editoriale   |   M4U   |   28/07/2022
Alessandra Patera maturato esperienza prevalentemente nei settori della finanza, del private equity e del real estate, occupandosi di processi di sviluppo, anche in ambito M&A, e delle conseguenti azioni di presidio.
Nel Gruppo Dea Capital dal 2016, è Head of Marketing, Institutional Sales e ESG in Dea Capital Alternative Funds SGR e Head of Marketing Development e Head of Group ESG in DeA Capital SpA, dove tra l’altro promuove il coordinamento dell’implementazione delle tematiche ESG a livello di Piattaforma. 
Oltre alle attività di fundraising, favorisce l’integrazione e la diffusione dei principi di investimento responsabile all’intera gamma di fondi gestiti dalla SGR, sostenendo l’azione di attuazione e divulgazione delle best practice in materia di sostenibilità anche a favore degli investitori.
Nell’ambito del Gruppo, è membro del Marketing Steering Committee, del Comitato ESG, dell’ESG Committee di Quaestio SGR. 
È inoltre membro dello Steering Committe istituito nell’ambito della Commissione ESG di AIFI e dell’Advisory Board del Master in Sustainable Finance del Politecnico di Milano School of Management.
Fattori ESG: cosa si intende e come impattano al giorno d'oggi nell'attività di investimento?
ESG è l’acronimo di Environmental, Social, Governance: i tre elementi su cui si basa ogni politica di sostenibilità declinata con riferimento al contesto in cui ciascuno di noi opera, alle modalità con cui tale approccio viene perseguito, alla nostra comunità di riferimento. La protezione dell’ambiente, il contesto sociale (e quindi umano), l’adozione di buone prassi di governo,  sono diventati il punto di riferimento imprescindibile in ogni processo di crescita e trasformazione aziendale.
In qualità di gestore di Private Equity, abbiamo il privilegio assoluto di accompagnare le realtà aziendali nelle quali investiamo anche nella declinazione degli obiettivi ESG, attraverso una corretta individuazione dei puntuali ambiti di intervento e la selezione accurata delle modalità più pertinenti per realizzare un’azione di sviluppo e crescita sostenibile della singola realtà aziendale.
Dal nostro punto di vista, che è quello di un soggetto che individua realtà in cui investire per accompagnarle in un processo di crescita e quindi valorizzarle, il perseguimento degli obiettivi ESG ha un impatto pressoché totale e pervasivo; sin dalla fase di selezione, attraverso l’esclusione di società operanti nei settori tradizionalmente considerati incompatibili (ad esempio tabacco, armi, clonazione umana…), per arrivare alla fase di gestione (in cui le società vengono accompagnate nel loro processo di ampliamento e crescita), ogni passaggio evolutivo contempla una riflessione “ESG”. L’adozione di una specifica Policy ESG e l’individuazione di un referente ESG (o un team, a seconda della società) rappresentano le prime azioni da intraprendere. In seguito, coerentemente con i piani di crescita aziendale, si definiranno i contenuti di un Action Plan ESG, di solito di durata triennale, la cui implementazione verrà monitorata attraverso la misurazione di specifici KPIs (indicatori) tarati, ancora una volta, in funzione dello specifico settore di riferimento in cui opera la società e delle particolari evidenze messe in luce dall’Action Plan ESG. 
Il gestore di un fondo di Private Equity porrà sempre molta attenzione alla fase di monitoraggio e declinerà in tal senso un’azione di engagement con la struttura manageriale della società oggetto di investimento.
 
Lo scorso anno Dea Capital è risultata tra le TOP 20 società nell'alternative asset management per il ranking Sustainalytics. Quali sono state le principali azioni che vi hanno portato a raggiungere questo importante traguardo?
Dea Capital ha intrapreso da tempo questo percorso; lo scorso anno la grande sfida è stata quella di costruire un quadro ESG specifico per la capogruppo e integrare quello delle società della sua piattaforma di gestione, tenendo conto della complessità di mettere insieme diversi strumenti finanziari, asset class e soprattutto strategie di crescita costruite per i clienti sul lungo termine. DeA Capital fa parte di un gruppo che da sempre attribuisce grande importanza alla responsabilità sociale in generale, al benessere dei lavoratori e delle comunità locali. Inoltre, la decisione di intraprendere un nuovo percorso di sostenibilità a livello di gruppo è nata anche dalla grande opportunità di mettere a fattor comune i significativi risultati finora raggiunti dalle singole società controllate (nel private equity così come nel real estate). Ognuna di esse, oltre ad essere firmataria dei PRI (UN PRI: Principles for Responsible Investments), si è sempre focalizzata sulle best practice delle rispettive asset class e la collaborazione tra ciascuna di esse ha permesso di vedere l'approccio ESG da diverse angolazioni, moltiplicando sinergie e risultati.
DeA Capital si è data obiettivi prioritari quali la lotta ai cambiamenti climatici, il rispetto dei diritti umani e della diversità di genere, ma anche la creazione di un quadro di regole, ruoli e procedure. 
Idee, investimenti, esperienze e persone hanno consentito un risultato comune di Gruppo. Siamo molto soddisfatti del punteggio ESG ricevuto da Sustainalytics nella prima analisi da parte di una società di rating, non solo come sfida, ma anche come opportunità per colmare il divario che ci ha separato da ciò che possiamo definire come best practice. Il messaggio ESG del Gruppo DeA Capital è questo: un’unica politica sostenibile all’interno di una piattaforma ricca di prodotti diversificati, team specializzati ciascuno con le sue peculiarità, le proprie competenze e le proprie qualità.
                                                                                               
In una realtà come la vostra, in cui il capitale umano è considerato l'asset più importante, come fate ad assicurarvi di starlo valorizzando al massimo?
Ogni organizzazione si basa sul capitale umano; con la progettualità e le idee, la differenza la fanno le persone e il capitale finanziario è solo la punta dell’iceberg. Ognuno è parte di un ampio progetto, declinato in vari ambiti e con differenti ruoli. Il tema “social” da noi è effettivamente molto sentito. La misura del nostro successo è l’indicatore della valorizzazione delle nostre risorse. Recentemente, una specifica iniziativa è stata lanciata: è il Progetto Next, rivolto ai dipendenti più giovani del Gruppo Dea Capital, finalizzato alla mappatura delle competenze e alla valorizzazione dei talenti. È una iniziativa che ha già ricevuto un riscontro molto positivo da parte di tutte le risorse coinvolte. 
   
Che tipo di fondi di investimento gestisce Dea Capital Alternative Funds? Quali sono le skills fondamentali per lavorare nel vostro ambito? 
Dea Capital Alternative Funds è DeA Capital Alternative Funds SGR S.p.A., fondata nel dicembre 2006, è controllata al 100% da DeA Capital S.p.A., società del Gruppo De Agostini. DeA Capital Alternative Funds SGR è il principale asset manager indipendente italiano nel settore degli alternative asset, con €5,6 miliardi di masse gestite, investite in particolare in fondi di fondi globali, in fondi diretti settoriali che investono in mid cap, in fondi di DIP (Debtor-in-Possession) Financing, nonché in fondi di NPL. 
Siamo quindi un gestore italiano di fondi di investimento alternativi (FIA) focalizzati nel private equity diretto e indiretto (fondi di fondi), nel turnaround (fondi che investono in società in società in crisi finanziaria ma con solidi sottostanti industriali e con consistenti prospettive di crescita), nei non performing loans (NPL). I fondi di private equity diretto sono articolati nei settori del food & beverage, dell’agroindustria, dello sviluppo sostenibile; gestiamo fondi tematici (focalizzati in un’unica industry) oppure generalisti (sector agnostic). Le competenze a cui ci rivolgiamo sono sempre più quelle di un contesto globale, con focus su finance e economics, con le declinazioni tipiche delle singole aree di business (team di investiment e staff). La predisposizione al lavoro in team e l’umiltà di apprendere e condividere sono alla base di un processo di crescita personale che orienta la selezione. 
 
Quali sono i percorsi consigliati preparatori all’inserimento nel vostro settore? 
Il percorso di studi ideale per accedere al campo finanziario e, in particolare al settore dei private markets, è la laurea in economia con specializzazione in finanza o management oppure la laurea in ingegneria gestionale. Dopo qualche anno di esperienza lavorativa. Il completamento della formazione con il conseguimento di un MBA oppure di una certificazione finanziaria – ad esempio il CFA – è sicuramente molto apprezzata. 
Il private equity è un settore molto ambito, di conseguenza è Inutile negare che sia molto competitivo e i criteri di selezione dei giovani candidati siano stringenti. Un percorso accademico con risultati eccellenti, caratterizzato da periodi di studio all’estero e qualche esperienza di stage facilita l’ingresso in una banca d’affari, SGR o società di consulenza.
Le skills tecniche sono fondamentali, ma altrettanto importanti sono quelle “soft” quali ad esempio flessibilità, proattività, organizzazione, indipendenza, ma anche capacità di team working. L’approccio imprenditoriale è un requisito estremamente apprezzato in quanto anche il giovane analista viene coinvolto da subito in tutte le fasi di investimento, dallo scounting alla gestione del portafoglio fino all’exit, quindi anche una buona dialettica è richiesta per l’interazione con il management dell’azienda e gli advisors che seguono le varie DD che con gli imprenditori in azienda.
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