Logo

Let’s Talk About…Private Equity con i Mentor di M4U

di Falilou Kebe e Vittoria Lasagna   |   Mentee di Mentors4u   |   18/11/2020
Nella serata del 10 Novembre 2020 si è tenuto l’evento online “Let’s talk about Private Equity” con gli speaker Francesco Betti e Marco Strizzi, esperti del settore. Il tema centrale della chiacchierata è stato il PE, analizzato nell’ottica dell’esperienza personale dei due professionisti.
Gli argomenti trattati sono stati vari e differenziati.

Inizialmente, Francesco e Marco sono entrati nel vivo dell’iter di selezione che hanno dovuto affrontare prima di ottenere una posizione in Private Equity. Nello specifico entrambi erano d’accordo sul fatto che, per entrare nel mondo Private, sia necessario un background Investment Banking oppure Consulting. Da un lato iniziare la carriera in Investment Banking, dà al candidato una maggiore abilità nel modelling, quindi un approccio “numerico”, nella lettura delle performance storiche; dall’altro lato il candidato proveniente da una carriera in consulenza è abituato a leggere le società, capire il loro business model e le dinamiche di mercato. Gli speaker hanno sottolineato come non ci sia un background preferito dai recruiter, piuttosto la scelta del candidato dipende dalle caratteristiche del fondo. Ideale per entrare in Private Equity sarebbe avere un’esperienza lavorativa di almeno 18 mesi, anche se non è una variabile standard – la media è di 2-4 anni di esperienza –. Inoltre, Marco e Francesco hanno confermato come i fondi tendono principalmente a selezionare i migliori talenti sin da subito.

Si è poi passati ad analizzare le skills necessarie per lavorare in questo settore, evidenziando come non vengano effettivamente richieste particolari competenze finanziarie, se non l’impostazione meccanica e concettuale di un modello di LBO. Invece, è molto più importante essere determinati, ambiziosi e curiosi a livello intellettuale. In particolar modo, Francesco ha posto l’attenzione sulle soft skills piuttosto che sulle hard skills, sottolineando la rilevanza del team-working e delle capacità comunicative e relazionali. Il Private Equity è un “business people”, quindi è fondamentale saper comunicare, creare un network di conoscenze e consolidare relazioni con gli intermediari e i manager. Infatti, come viene detto da Marco, risulta fondamentale avere un “real-life feedback” al fine di comprendere se il sentiero di carriera a cui ci stiamo avviando si dimostra poi quello più adatto.
La discussione si è spostata su temi di raggio più ampio, quale la scelta del luogo lavorativo tra Londra e Milano – l’ambiente londinese per volumi batte il mercato italiano –, l’importanza del “brand” della banca, piuttosto che il team di provenienza; passando poi ad approfondimenti riguardanti i cambiamenti di direzione che Francesco e Marco hanno affrontato durante la loro carriera.

Come bilancio finale sicuramente è da annoverare la grande passione trasmessa dai due professionisti, stimolante e motivante per tutti noi Mentee. Marco e Francesco ci hanno dato consigli preziosi sulla scelta delle fonti per restare aggiornati e approfondire le conoscenze del mondo Private Equity. Inoltre, la chiacchierata ha chiarito cosa dobbiamo aspettarci dall’iter di selezione e formazione per entrare nel mondo Private Equity, nella prospettiva di affinare più accuratamente gli studi. 

Dovuti ringraziamenti a Francesco, Marco e Valeria per la loro disponibilità e professionalità nella conduzione della discussione.

-Falilou Kebe & Vittoria Lasagna