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M4U Scuole Superiori: il percorso del Mentor Andrea De Vivo

di Andrea De Vivo   |   Team M4U Scuole Superiori   |   06/04/2021

#condividilatuastoria: un viaggio del Team Progetto Scuole Superiori di Mentors4u nella nostra Community, per scoprire come sogni e insicurezze di studenti e studentesse delle superiori si sono trasformati in storie di successo.

Oggi il protagonista è il Mentor Andrea De Vivo.

Quale percorso hai seguito durante le Scuole Superiori? Hai partecipato a progetti o iniziative esterne alla scuola? Quali attività che hai svolto ti hanno aiutato a fare la tua scelta universitaria o hai ritenuto importanti per la tua formazione?
Ho frequentato il liceo Maxi Scientifico T.L. Caro di Sarno (SA), mio paese di origine. L'indirizzo “Maxi”, allora in fase sperimentale, prevedeva un maggior numero di ore settimanali rispetto alla media (+30-40%), necessarie per poter coprire, fin dal primo anno, diverse materie scientifiche e non, quali Fisica, Chimica, Astronomia, Biologia, Informatica, Diritto ed Economia. Il percorso formativo era completato da innumerevoli attività extracurriculari, di cui ho largamente approfittato, come corsi di preparazione per le olimpiadi di Matematica, Fisica, Chimica, corsi per la patente ECDL, corsi di lingua etc.
La varietà di materie trattate, oltre che il carico di studio, hanno aiutato me e i miei compagni (anche i meno studiosi) a sviluppare inconsciamente una notevole elasticità mentale ed uno spirito di sacrificio, entrambi driver di successo.
Per quanto riguarda la scelta universitaria, l'assenza di un percorso di orientamento strutturato faceva sì che la decisione fosse generalmente presa in base agli input raccolti nella cerchia di parenti e amici o tramite i docenti. Nel mio caso, credo che l’idea di proseguire gli studi a Milano sia stata “piantata” dalla mia docente di matematica delle medie che, realizzata la mia ossessione per risolvere problemi matematici, mi aveva parlato delle possibili applicazioni della materia in economia e finanza, e soprattutto, di questa istituzione straordinaria chiamata “Bocconi”. La mia curiosità e il supporto dei miei genitori hanno fatto il resto.
Varietà > Elasticità
Cosa avrei potuto far meglio: esperienza di scambio all’estero al 4° anno?
 
In cosa consiste il corso universitario che hai scelto? Quali sono gli esami più importanti del corso? Quali attività consigli di svolgere, oltre a quelle presenti sul piano di studi?
Ho iniziato il mio percorso alla Bocconi con una laurea triennale in Economia Aziendale e Management. L'indirizzo mi ha permesso di acquisire una conoscenza generica dell'economia e delle sue branche, e affrontare con grande consapevolezza la scelta della laurea specialistica.
Tra gli esami più importanti credo ci sia Economia Aziendale che getta le basi per l'intero percorso di laurea. Non da meno sono i corsi di Micro- e Macroeconomia, che tra le altre cose, credo che mi abbiano reso un cittadino europeo più consapevole delle logiche sottostanti le politica fiscale e monetaria, di cui tanto si discute oggi. Non posso poi non citare i corsi di Finanza Aziendale, Contabilità e Sistemi Finanziari che mi hanno spinto prima ad iscrivermi al corso magistrale di Amministrazione, Finanza e Controllo ed in seconda battuta ad intraprendere una carriera in banca d’affari.
L'esperienza più formativa dei due corsi di laurea è senza dubbio l’exchange program che, indipendentemente dalla destinazione, è utile a migliorare la conoscenza di una seconda o terza lingua ma soprattutto a sviluppare capacità di adattamento, a mio avviso fondamentale in vista dell'ingresso nel mondo del lavoro.
Grazie “Mamma Bocconi”!
Cosa avrei potuto far meglio: stage curriculare in triennale, corso di laurea triennale in inglese e/o esperienza di master da 1 anno all’estero?
 
Che cosa consiglieresti a chi oggi deve scegliere quale percorso seguire dopo le scuole superiori? Quali attività/skill sono assolutamente indispensabili per il futuro? (es. certificazioni utili, lingue, stage/attività da svolgere, progetti, volontariato…)
Gli oltre 6 anni di esperienza sul campo hanno completamente ribaltato la mia opinione circa l'importanza delle soft skills. Ho sviluppato molte delle caratteristiche che mi definiscono oggi come professionista nel corso di esperienze che nemmeno citavo nei CV.
Con questo non voglio dire che le “certificazioni” siano inutili, ma che sono condizione necessaria e non sufficiente per costruire una carriera di successo.
Capacità di adattamento, resistenza e spirito di sacrificio, capacità di condividere responsabilità e successi, capacità di ispirare, motivare e influenzare positivamente chi ti sta intorno, capacità di riconoscere trend e comprendere in fretta argomenti nuovi, capacità di risolvere grandi problemi segmentandoli in tanti più piccoli, sono solo alcune delle competenze trasversali che oggi garantiscono il successo nel mondo del lavoro. Nessuna di queste capacità si forma sui libri. Si apprendono tutte altrove. Perciò, fate esperienze di lavoro fin da giovani (anche non strettamente legate al vostro percorso di studi), viaggiate, non abbiate paura di lanciarvi in piccole o grandi imprese imprenditoriali, approfittate di ogni opportunità per cooperare con coetanei o gruppi di diversa età, lingua o cultura, vivete all'estero.
Inoltre, non meravigliatevi se per un colloquio per una posizione in Capital Markets vi si chiede di stimare il numero di matrimoni in Italia nel 2019…
Soft skills > hard skills
Cosa avrei potuto far meglio: lavori estivi, più iniziative imprenditoriali, più volontariato?