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Da Mentee a Mentor: il percorso di Francesco Massacesi

di Francesco Massacesi   |   Mentor di Mentors4u   |   29/06/2020
Attualmente mi occupo di Brand Strategy a livello globale nel gruppo Enel, dopo un’esperienza di Trade Marketing nel settore FMCG. Sono stato per diversi anni Mentee in Mentors4u, ed ora ho iniziato il mio percorso di Mentor.
Ed è con grande piacere che raccolgo la proposta del Team di Mentors4u di parlare di me, della mia esperienza e dell’importanza dello spirito del “give back”, valore fondante di Mentors4u.
La mia storia non è poi molto diversa da quella di molti altri membri di questa fantastica organizzazione, di cui sono orgogliosamente membro fin dai primi mesi iniziali (Settembre 2014), periodo in cui è stata lanciata la prima wave di selezione dei Mentee. 
Lo ricordo bene, era il mio ultimo anno di laurea magistrale, frequentavo il Master of Science in Business Administration presso l’Università di Roma Tor Vergata e le mie giornate erano fatte di preparazione per nuove application, test numerici e verbali, e dall’attesa di chiamate per un colloquio di lavoro. È proprio in questo periodo che venni a conoscenza del primo round di application per Mentee, si ricercavano studenti eccellenti di tutte le Università d’Italia e studenti italiani all’estero interessati a carriere nel mondo del business e della finanza. 

Personalmente, essere entrato a far parte di questa Community e di questo programma mi ha aiutato moltissimo e mi ha permesso di relazionarmi con un grande professionista, con più esperienza di me, che mi ha supportato nell'importante fase di ricerca di un lavoro durante i mesi finali dell’Università. Aver ricevuto un così prezioso supporto e guida nelle fasi iniziali dello sviluppo della mia carriera è stato fondamentale, non soltanto dal punto di vista motivazionale, ma anche per l’orientamento nel mercato del lavoro e la scelta coerente del percorso di carriera migliore sulla base delle mie attitudini, passioni e obiettivi di crescita personali e professionali. 

È affascinante vedere come molte persone sentano una così forte volontà di “give back” attraverso il Mentoring: persone che ce l’hanno fatta e con un percorso di successo alle spalle che si mettono a disposizione di giovani motivati e meritevoli, fornendo loro linee guida e consigli su come impostare nel miglior modo possibile il percorso che permetterà di esprimere al massimo il loro talento. Infatti alla base di un rapporto così importante c’è proprio la volontà di una persona che, con un ottimo background ed una consolidata esperienza in un determinato campo, si mette a disposizione di un’altra persona, tendenzialmente più giovane e con meno esperienza, al fine di aiutarla nel proprio percorso di crescita personale e professionale. Non parliamo quindi di una persona che è li pronta a risolvere i problemi dei Mentee, al contrario, di qualcuno che tramite l’ascolto è pronto ad aiutarli affinché siano loro stessi a risolvere i loro problemi da soli. 

Credo che lo spirito del “give back” faccia innanzitutto sentire bene le persone. Si, è vero, il Mentoring richiede tempo e impegno, specie nel momento in cui inizi a farlo, ma i vantaggi e i benefici che si ottengono nell’aiutare qualcuno attraverso la condivisione della tua conoscenza ed esperienza, di gran lunga superano tutti i lati negativi.
Inoltre, un buon rapporto di Mentoring è ricco di opportunità di crescita e di apprendimento non solo per il Mentee, ma anche per il Mentor che è portato a praticare nuove skills e a trovare una nuova direzione o vocazione, ad esempio quella di avere un impatto positivo sulla vita di ragazzi motivati e meritevoli per aiutarli a pensare in grande e a sfidare i propri limiti.