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Successi, fallimenti e scelte: l'intervista con il Mentor Matteo Bettiato

di Team Editoriale   |   M4U   |   13/07/2020
Matteo Bettiato è un manager che accompagna aziende nella realizzazione di progetti di Ricerca&Sviluppo e Innovazione, è un nostro Mentor ed ama riparare anche gli oggetti non-rotti guadagnandosi il soprannome di “MacGyver” ed è un nostro Mentor
Prima del Luxury, ha trascorso un decennio tra multinazionali del Renewable, Power e Oil&Gas.
Con lui abbiamo parlato di Mentoring, successi, fallimenti e di scelte.
Matteo, partendo dal tuo percorso universitario, come gli studi di ingegneria ti hanno formato e aiutato nel tuo percorso lavorativo?
La scelta di iscrivermi a Ingegneria è stata decisamente vincente per il mio percorso lavorativo: questo percorso di studi permette, fin dal biennio, di acquisire solide basi in ambito tecnico/scientifico, ma anche nozioni fondamentali in materie economiche.
Il triennio invece permette di approfondire le materie trattate in maniera più puntuale e la possibilità di cambiare indirizzo. Una volta terminati gli studi si raggiunge una formazione tale da assumere ruoli tecnici allineati con il piano di studi e ruoli trasversali che richiedono conoscenze di base su molteplici argomenti.
 
Nel momento della scelta della facoltà che hai poi intrapreso sei stato supportato in qualche modo? Com'è avvenuta la scelta?
Tra i diversi corsi di laurea in Ingegneria, ho scelto Aerospaziale, da sempre considerato tra i più impegnativi, per pura passione: quando la leva motivazionale è rappresentata dal trasporto anche le difficoltà vengono meno.
Il settore aerospaziale rappresenta uno dei settori nel quale viene applicata tecnologia di frontiera e il numero limitato di pezzi prodotti permette l’utilizzo di materiali e metodi produttivi quanto più vicini a quelli utilizzati nella ricerca di base. Quindi quale migliore scelta se non ingegneria aerospaziale che vanta un background tecnico tra i più solidi?
Anche il supporto della famiglia è stato importante: avere persone vicine che ti incoraggiano a inseguire le tue passioni è un aspetto fondamentale per il successo.
 
Ed in merito al mondo del lavoro invece? Hai avuto fin da subito chiaro quale sarebbe stato il tuo sogno professionale o si è formato nel tempo?
Il lavoro ideale è sempre stato ben chiaro in ogni fase della mia vita e questo grazie anche ai mentori incontrati nel mio percorso professionale. Con gli anni però è capitato di cambiare ideale, non solo perché ho maturato una visione più completa e approfondita dei possibili ruoli, ma soprattutto perché ho compreso meglio le mie skill e attitudini.
 
Spesso, e come normale che sia, gli studenti non sanno bene cosa desiderino per il loro futuro: come si comporta un Mentor davanti a questa incertezza?
Per un neolaureato il mondo del lavoro è complesso poiché senza l’esperienza necessaria è difficile valutare adeguatamente le offerte di lavoro e le aziende, rischiando scelte poco soddisfacenti nel lungo periodo. Il Mentor ha il ruolo di consigliere ovvero è colui che deve in una prima fase ascoltare il Mentee per instaurare un rapporto di reciproca fiducia; successivamente deve mettere a disposizione la propria esperienza per analizzare vantaggi e svantaggi delle possibili scelte senza prevaricare l’opinione dell’interlocutore, ma semplicemente orientarlo.
 
Oggi, alla luce della tua esperienza, di cosa ti rendi conto sia necessario per un giovane studente approfondire (a livello di skill, comportamenti, forma mentis) per poter inserirsi nell'universo lavoro e per raggiungere i propri obiettivi?
Oltre a sviluppare le hard skill è necessario acquisire capacità di collaborazione, apertura mentale e pensiero laterale, tutte caratteristiche necessarie per il lavoro di squadra e per il problem solving. Non bisogna dimenticare che prima di diventare un leader bisogna essere un ottimo team member.
I responsabili si aspettano dai collaboratori soluzioni e un supporto alle loro attività.
 
Successo e fallimenti: nel tuo percorso di studi e lavoro qual è stato ad oggi il momento più soddisfacente e quello che invece ti ha ''abbattuto'' di più?
Ho avuto la fortuna di vivere momenti soddisfacenti, non ultimo la graduation per un Executive MBA presso il MiP arrivata a valle di 2 anni divisi tra studio, lavoro e vita familiare.
Uno dei momenti più provanti è stata la perdita di uno dei miei mentori in concomitanza di una situazione lavorativa particolarmente complicata: il superamento della difficoltà è stata la dimostrazione del recepimento dei suoi insegnamenti.
Come sfruttare la carica di entusiasmo che un successo porta con sé?
I successi devono essere celebrati poiché sono importanti per lo sviluppo personale e per l’autostima, caratteristiche fondamentali non solo per il futuro lavorativo, ma in generale per la vita.
 
Come invece reagire a un momento di sconforto in cui le cose non vanno esattamente come vorremmo?
Non abbiate paura di sbagliare perché l’errore è un passaggio fondamentale della crescita, l’importante è riflettere e reagire in maniera costruttiva, facendo tesoro dell’esperienza.
 
Come Mentor, quali sono le domande più difficili che possono essere poste? Qual è invece il consiglio che vale per tutti i Mentee e che ti sentiresti loro di dare?
“Qual è il giusto lavoro per me?”, questa è la domanda più difficile cui rispondere. Non esiste un lavoro perfetto, ma ogni tappa identifica un’opportunità per crescere sia personalmente sia professionalmente: è determinante lo spirito con il quale si vivono le occasioni.
I miei consigli:
  1. nei primi anni di lavoro consolidare le nozioni universitarie con attività pratiche;
  2. preferire lavori appassionanti seppur difficili e se possibile in ambito internazionale per il maggiore respiro interculturale.
In bocca al lupo!