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Decisioni importanti, curiosità e scelta del settore lavorativo: l'intervista al Mentor Riccardo Conti

di Team Editoriale   |   M4U   |   24/09/2020
Riccardo Conti è un Mentor che lavora attualmente presso Cartier a Londra come Strategic Projects & Business Planning Senior Manager.
Ha un background in consulenza manageriale a Milano (Bain & Company e Deloitte Consulting) e ha conseguito una laurea magistrale in Management alla LUISS di Roma ed una triennale in Economia all'Universita' Ca' Foscari di Venezia.
Con lui abbiamo parlato di che cos’è il Mentoring e il ruolo che ha un Mentor nel percorso di un Mentee.
Cosa significa per te essere un Mentor?
Essere un Mentor per me significa aiutare i ragazzi a fare una scelta consapevole e a districarsi in un mondo professionale in cui le strade sono tante e risulta spesso difficile intraprendere un percorso adatto alle proprie aspirazioni ed attitudini.
 
Ci sono delle domande difficili alle quali si è chiamati a rispondere per un Mentor? 
La complessità per un Mentor sta a mio avviso nell’immedesimarsi nel Mentee e nel comprendere le sue aspirazioni e la sua situazione, distaccandosi dal proprio percorso percorso professionale. Le domande più delicate sono quindi quelle legate a situazioni ed esigenze differenti rispetto alla propria. 
 
La consulenza per diversi motivi è un ambito che affascina molto gli studenti: c’è un altro settore che parimenti ti senti di consigliare in quanto permette di crescere umanamente e professionalmente?
Mi sento di consigliare non tanto un settore particolare che dipende molto dalla personalità e dalle specifiche aspirazioni, ma di valutare invece la specifica azienda e il manager di riferimento. In particolare durante le prime esperienze lavorative è importante lavorare con professionisti che possano insegnare molto. Una società di consulenza può essere un’ottima opportunità, perché gli standard sono solitamente elevati, ma le opzioni valide per crescere professionalmente sono a mio avviso molteplici e non strettamente legate al settore. 
 
Nel tuo percorso lavorativo, chi è stato per te fondamentale in relazione a consigli/suggerimenti ricevuti e confronti di punti di vista prima di intraprendere decisioni importanti?
Non ho mai trovato un punto di riferimento in ambito lavorativo ed è forse anche questo uno dei motivi che mi ha spinto a diventare Mentor.
Nel tempo i miei riferimenti sono stati i miei amici e le persone a me vicine, con le quali mi sono sempre confrontato sulle mie scelte professionali. Sicuramente avere la possibilità di discutere con personalità differenti dalla propria è da considerarsi un elemento chiave per poter elaborare una scelta consapevole.
 
Qual è il consiglio che ti senti di dare agli studenti che stanno per intraprendere un percorso professionale all’estero dopo aver concluso il proprio percorso di studi?
Di essere curiosi. Nel momento in cui si sceglie di andare all’estero tendenzialmente c’è di base una voglia di scoprire. Consiglierei quindi di espandere al massimo questa propensione, inseguendo e coltivando qualsiasi forma di apprendimento in ambito lavorativo, ad esempio nuovi modi di lavorare, ed extra-lavorativo, ad esempio nuove culture, persone ed eventi.