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Come il Mentoring mi ha aiutata nel career pivot per ottenere il lavoro che sognavo

di Jasmine Cattai Paladin   |   Alumna di Mentors4u   |   19/11/2020
Dalle relazioni internazionali alla finanza straordinaria il passo non è immediato. Da Trieste a Milano, passando per Shanghai e Singapore, può sembrarlo ancora meno. Il mentoring mi ha insegnato che talvolta non è necessario ripartire da zero: tentare la via del cambiamento sfruttando i propri punti di forza può aprire nuove prospettive, trasformando così le aspirazioni professionali in realtà
Ho 28 anni e da un paio di anni lavoro a Milano in una grande società di consulenza, dove mi occupo di corporate finance e valutazione d’azienda. Questo tuttavia è solo l’inizio di un nuovo percorso in cui la partecipazione al programma di Mentoring di Mentors4u ha avuto un ruolo fondamentale, convertendo il mio mindset da “can I” a “why not”.
Mi presento come Jasmine nel senso letterale ed intrinseco del termine: un nome straniero per un’italiana di nascita ha forgiato il mio approccio internazionale. Come la principessa protagonista con Aladdin dell’omonimo racconto de “Le mille e una notte”, sperimento da sempre la libertà e il sogno di conoscere il mondo al di fuori dell’ambiente in cui sono cresciuta. Dopo il liceo mi iscrivo al corso di laurea in Relazioni Internazionali a Trieste: italiana ma anche balcanica, terra di confine nel cuore della Mitteleuropa, con il suo accogliere e armonizzare da secoli culture differenti, è la città che più sento affine alla mia mentalità transnazionale. 

A 22 anni mi trasferisco a Bucarest. Il mio primo stage è nel business development e i miei clienti sono le aziende: è con loro che voglio continuare a lavorare. Mi laureo, relego le relazioni internazionali alla passione di una liceale con un marcato spirito cittadino ed intraprendo una magistrale in International Management all’Università di Trento: un corso riservato ad una trentina di studenti di cui molti internazionali - ça va sans dire - ed interamente in lingua inglese. 

A percorso avviato realizzo che studiare management è come aprire il vaso di Pandora: tra un esame e l’altro, “in quale funzione aziendale vuoi davvero lavorare?” è il nuovo quesito esistenziale che accompagna gli anni del master. La finanza è la materia che meno ho studiato finora, quella più tecnica e quantitativa e che sento affine ad una mente logica fino a poco prima abituata a teorie politiche ed articoli di diritto che di quantitativo avevano solo il numero. 

Nel frattempo mi spingo sempre più ad Est: in un progetto in una multinazionale in India risulto il profilo perfetto per un progetto nelle risorse umane, ma trascorro le giornate ad osservare e cercare di comprendere cosa fanno i team del dipartimento di finance. Un ulteriore anno di studio all’estero tra Belgio e Cina e la finanza d’azienda si riconferma l’ambito di studio in cui raccolgo le più grandi soddisfazioni. 

Con il conseguimento del titolo magistrale decido di intraprendere una carriera per la quale avevo solo una parte di credenziali. Oscillo tra l’incertezza e la paura di fallire e la risolutezza di chi continua a provarci: il mio percorso accademico appare frastagliato, sia in termini di skill sia dal punto di vista geografico. La maggior parte dei laureati sono ingegneri oppure hanno una specializzazione in finanza. Ed io che un ingegnere non sono e la finanza ho iniziato a capirla solo durante il master? Ho passione, determinazione e curiosità, ma soprattutto, cercando di capire come ottenere ciò a cui aspiro, ho avuto la fortuna di incontrare Mentors4u, un Mentor formidabile ed un network straordinario. 

Edoardo, che lavora in ambito bancario-assicurativo, mi insegna come fare pivot sulle mie esperienze pregresse per cominciare un percorso lavorativo differente. Mi aiuta a focalizzarmi sui jolly che posso giocare durante la partita piuttosto che sulle carte che non ho nel mazzo: appoggiarmi ai miei punti di forza, aumentare la fiducia in me stessa, non temere di rischiare mi ha aperto un mondo di opportunità, ma soprattutto mi ha permesso di intraprendere la carriera che ho iniziato a desiderare e pianificare solo durante il master. 

Sembra un percorso ad ostacoli, fino all’assunzione in un graduate program a cui applicano più di 800 curricula ed ai colloqui arriviamo in sessanta per meno di una ventina di assunzioni: possiamo dire di avercela fatta!

Da quando sono stata assunta ho preso parte a diversi progetti di finanza straordinaria, lavorando per fondi internazionali, istituzioni finanziarie, società quotate e non quotate in operazioni di M&A, valutazioni aziendali, finanza immobiliare, ristrutturazione del debito e operazioni disinvestimento di portafogli NPL e UTP, due diligence finanziarie. 

In Italia è ancora un mondo prettamente maschile, in cui le donne risultano la minoranza. Per chi intraprende una carriera di questo tipo, le role model sono fondamentali: ho la fortuna di lavorare con professioniste che ogni giorno dimostrano che la finanza è (anche) un mondo per donne, perché parità di genere ed equa distribuzione dei ruoli partono dalle donne stesse, quando queste non aspettano che siano gli altri a credere in loro. Anche in questo si conferma di grande aiuto avere al proprio fianco la guida di un professionista senior che ci aiuti a navigare situazioni che lui/lei ha già vissuto: più la nostra carriera prende una determinata direzione, più specifici diventano i percorsi di Mentoring in base alle nostre aspirazioni. 

"No man is an island" recitava John Donne: la contaminazione di idee, persone e talento è per me la base del successo.
Hai successo sia quando credi nelle tue idee, sia quando supporti quelle degli altri e quando unisci competenze per far fiorire e moltiplicare il talento.
Questo è per me l’essenza del Mentoring, nonché il mio spirito quando da mentee passerò a giocare il ruolo della Mentor. E posso dire che non vedo l’ora arrivi il mio turno di “give back”.