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Il mio tirocinio in Confcommercio

di Federico Farina   |   Team Editoriale Mentors4u   |   24/07/2019
Tirocinio. Questa parola porta con sé un’idea di inesperienza, di necessità di acquisire specifiche competenze. Trovo che l’Università italiana sia una delle migliori da un punto di vista accademico. 
La preparazione teorico-letteraria con la quale forma i suoi studenti è impeccabile. Tuttavia, credo che le competenze pratiche trasmesse non siano di pari livello. 
Ecco allora la necessità di un tirocinio. Suo presupposto è proprio quello di bilanciare teoria e pratica, dando agli studenti l’opportunità di applicare concretamente parte di quello che hanno studiato. Lo studente ha altresì la possibilità di arricchire il proprio CV e delineare il percorso professionale e/o accademico futuro. 
Avendo interesse per la finanza e strategia d’impresa, cercavo una posizione che potesse darmi un’infarinatura pratica sull’operatività aziendale e che mi permettesse di migliorare nella lettura e nell’analisi di bilancio. 
Investment banking consulting, quello era l’obiettivo. Due “Industries” assolutamente stimolanti ed eccezionalmente formative. Come sapete, tuttavia, non è facile, non lo è per nulla, e i processi di selezione non possono definirsi brevi. Terminato uno study exchange, per una questione di deadline universitarie, mi rimanevano poche settimane per trovare una posizione. 
 
Ero stato selezionato per il programma “Erasmus per Traineeship” e mi avevano offerto una posizione a Parigi, ambito HR (non di mio grande interesse). 
Allo stesso tempo, iniziavo anche a valutare che sarebbe stato interessante entrare in contatto con il mio territorio, lavorando per un’azienda o una società della provincia. 
 
Pensai che, in questo caso, la Confcommercio di Mantova sarebbe stato il luogo ideale dove acquisire un’overview sull’economia locale, vista la sua operatività con varie imprese. Inoltre, con le dovute considerazioni del caso, visto il tempo a disposizione era l’attività più vicina alla consulenza a cui potessi accedere. 
Così, mandai l’application per una posizione da analista in Confcommercio. 
 
La posizione in oggetto prevedeva analisi di bilancio per le PMI del terziario locali e credit scoring, oltre a servizio clienti.
Dopo pochi giorni, la risposta. Accettai la posizione in Confcommercio. 
Fu difficile rinunciare all’esperienza francese ma, dopo due esperienze di studio in Svezia e Svizzera e vista la posizione non esattamente di mio interesse, pensai fosse la scelta giusta. 
 
Mi assegnarono così a Fiditerufficio affiliato a Confcommercio per il credito agevolato alle imprese. Entrando in ufficio il primo giorno, mi accolsero 2 colleghe e il Direttore. Dopo essermi sistemato alla scrivania, mi convocarono in sala riunioni per un briefing su quelle che sarebbero state le mansioni specifiche e per una presentazione dettagliata dell’ufficio. 
Siamo a luglio e lo stage è terminato. 
 
Aver contribuito, seppur in minima parte, a sostenere le imprese del territorio nella crescita, mi rende soddisfatto. Ciò che ne ho ricevuto in cambio è stata una formazione che certamente accresce le competenze utili al futuro che sto cercando di costruire
 
Tra non molto partirò per una nuova esperienza all’estero e non mi rincresce la scelta fatta