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FrescoFrigo, Filo e Artiness: tre promettenti startup italiane

di Diego Garau   |   Team Editoriale Mentors4u   |   11/05/2020
Il 90% delle startup fallisce.
Il 10% non sopravvive neanche al primo anno di attività.
Una delle principali cause che determina un tasso di fallimento delle startup così elevato è un'errata valutazione della reale domanda di mercato per quei prodotti e servizi su cui la startup incentra la propria attività. Altri comuni e rilevanti fattori associati al fallimento di una startup sono una mole di investimenti insufficiente per colmare il fabbisogno finanziario e un founding team che non riesce a valorizzare interamente il potenziale delle loro idee. 
Talvolta, tuttavia, può capitare che la storia prenda una piega diversa. Capita raramente, ma quando accade l'intera oscurità che circonda il mondo incerto delle startup è illuminata da poche ma potenti luci di successo che ridanno speranza alle nuove generazioni di startupper.
La startup, per definizione, è scalabile. Ciò significa che, nel momento in cui ha realmente successo, i benefici per gli investitori e per tutti coloro che ruotano attorno alla startup aumentano in maniera esponenziale. 

I Business Angels ed i Venture Capitalists questo lo sanno bene e, individuata una startup con elevato potenziale di successo, non si tirano indietro; per comprendere ciò basti pensare che l'investimento medio di una startup che raggiunge un round di Serie C ammonta a 50 milioni di dollari, oppure che nel 2017, secondo un'analisi di KPMG, la mole di investimenti apportati da Venture Capitalists ha superato i 150 miliardi di dollari. 

È evidente che l'interesse nei confronti delle startup è in costante aumento e in Italia, anche se non siamo ancora al passo della Silicon Valley, il numero di persone che scelgono di diventare startupper, e per ovvie ragioni anche la quantità di investimenti in startups, sta aumentando e continuerà ad aumentare ad un tasso sempre maggiore.

Con questo articolo è mio obiettivo analizzare brevemente alcune fra quelle che sono ritenute le startup italiane più promettenti del 2020

La startup deve seguire un trend, e lo fa bene FrescoFrigo, startup attiva nel settore del healthy food che ha ricevuto nel 2019 un primo round di investimenti di 1.3 milioni di euro. L'idea è di utilizzare frigoriferi intelligenti, disponibili 24/7 e localizzati in punti strategici della città, per distribuire solo ed esclusivamente cibo salutare, da un semplice piatto di pasta al dessert; il cliente, registrato sull'app FrescoFrigo, deve solo avvicinarsi alla vending-machine ed utilizzare il codice personale per acquistare il prodotto desiderato, con un pagamento gestito totalmente dall'applicazione.

Un'altra startup che sta facendo parlare di sé è Filo, nata nel 2014 all'interno del programma di accelerazione Luiss EnLabs con l'idea di commercializzare innovativi dispositivi di tracking. Filo ha appena ottenuto un investimento di 2.5 milioni di euro da diversi Venture Capitalists e Business Angels, al fine di sostenere il lancio nel mercato di TataPad: un dispositivo antiabbandono, a norma di legge, applicabile ad un qualsiasi seggiolino per bambini.

È molto promettente anche la startup Artiness, operante nel settore medtech. Attraverso particolari algoritmi e metodologie, la tecnologia Artiness consente di creare modelli olografici dell'anatomia di un paziente, con dettagliate ricostruzioni scalabili del corpo umano. In un futuro non troppo lontano la tecnologia di mixed reality di Artiness potrà essere utilizzata per la pianificazione di interventi chirurgici o addirittura per la loro esecuzione a distanza. Qualche settimana fa Artiness si è aggiudicata la seconda edizione del contest Action for 5G gestito da Vodafone, ottenendo un primo investimento di 1 milione di euro. 

Fare startup, così come investire in una startup, significa rischiare.
Rischiare di vincere.