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Che cos’è il Mentoring? Un acceleratore di crescita

di Giulia De Vendictis | Voluntary M4U Superiori

Una rubrica dedicata a raccogliere le testimonianze del Team di Volontarie e Volontari che contribuiscono all’attività del Progetto M4U Scuole Superiori sensibilizzando studentesse e studenti che si stanno per diplomare rispetto al tema della costruzione di un futuro consapevole e informato.

Immagina di avere bisogno di un consiglio, non da un responsabile che potrebbe avere conflitti d’interesse, né da amici che magari ne sanno meno di te, ma da qualcuno che ha già affrontato ostacoli simili ai tuoi e li ha superati. Qualcuno che ti offra strumenti, sostegno e comprensione mentre muovi i primi passi nel mondo del lavoro. Questa figura si chiama Mentor e ciò che ti offre è Mentoring.

Il termine deriva dal greco Μέντωρ, Mentore, il consigliere di Ulisse che, prima della guerra di Troia, riceve l’incarico di preparare il figlio Telemaco a succedergli al trono. Una guida e un maestro capace di trasmettere conoscenza e accompagnare il giovane in un percorso di crescita, non fornendo risposte, ma aiutando a sviluppare giudizio, autonomia e consapevolezza.

Oggi il Mentoring si declina in varie forme. Nel Mentoring tradizionale, il Mentor affianca il Mentee nella crescita personale e professionale, offrendo supporto, consigli concreti e nuove prospettive su problemi e opportunità. Il reverse Mentoring trasforma la distanza generazionale in valore: i più giovani condividono competenze digitali e approcci innovativi, mentre i senior trasferiscono esperienza, metodo e memoria storica. Infine, il role modeling consiste nell’ispirarsi a un modello di successo; ma attenzione: imitare può soffocare l’originalità e far credere che il percorso altrui sia replicabile senza considerare contesto e opportunità uniche. Il Mentoring, invece, aiuta a trovare la propria strada.

La mia esperienza con il Mentoring è iniziata come Mentee, durante gli studi in LUISS, dopo essermi candidata al programma di Mentors4u. I miei genitori lavoravano in ambito pubblico-sanitario e io studiavo economia. La scuola e l’università hanno il compito di preparare le nuove generazioni alle professioni di domani. Tuttavia, professori e tutor, seppur fondamentali, non sempre hanno tempo o risorse per seguire ciascuno studente in maniera dedicata. Il Mentoring può colmare questa lacuna, offrendo un ponte tra mondo accademico e mondo del lavoro.

Da Mentee, il passo successivo è stato diventare Mentor. Trovo molto bella l’idea di restituire un po’ del bene ricevuto (give-back) e aspiro a contribuire a un mercato del lavoro più meritocratico e inclusivo, in particolare supportando le donne, ancora troppo poco presenti nei settori STEM o in ruoli apicali.

Viviamo in un mondo complesso, che evolve a una velocità e con un’accelerazione senza precedenti: ogni opportunità di ottenere un vantaggio competitivo, anche piccola, va colta. Per anticipare le trasformazioni del mercato del lavoro ed eliminare il gender gap non basta intervenire a valle del percorso di studi, quando le scelte sono già state fatte: bisogna iniziare molto prima, a scuola, quando i ragazzi cominciano a immaginare il proprio futuro e devono ancora scegliere un percorso di specializzazione. Si può sempre cambiare strada, ma farlo diventa molto più difficile. È proprio per aumentare questa consapevolezza e ampliare il ventaglio delle possibilità che ho deciso di far parte del team dei volontari del Progetto Superiori di Mentors4u, convinta che il Mentoring possa essere una delle variabili per creare un futuro migliore.

-Giulia De Vendictis


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