Il Mentoring, soprattutto nel passaggio delicato tra la scuola superiore e ciò che viene dopo, non è un’attività accessoria né un supporto “nice to have”. È una leva concreta di orientamento, consapevolezza e responsabilizzazione. È per questo che ho scelto di diventare parte del team di Volontarie e Volontari del progetto Superiori: perché credo che accompagnare studentesse e studenti in questa fase significhi incidere davvero sulla qualità delle loro scelte future.
Dopo il diploma, molti ragazzi e ragazze si trovano davanti a un ventaglio di possibilità più ampio di quanto abbiano mai gestito prima, ma con strumenti spesso insufficienti per orientarsi. Le decisioni vengono prese sotto pressione, influenzate da aspettative esterne, stereotipi o criteri superficiali: “che cosa rende di più”, “che cosa è più prestigioso”, “che cosa fanno gli altri”. Il Mentoring serve proprio a interrompere questo automatismo. Non per fornire risposte preconfezionate, ma per aiutare a leggere meglio il contesto e, soprattutto, a farsi le domande giuste.
Per me il valore del Mentoring sta qui: nel passare dall’ansia della scelta alla costruzione di un metodo decisionale. Un mentore non indica una strada unica, ma aiuta a chiarire i criteri con cui valutare le alternative. Accompagna a riconoscere interessi reali, punti di forza, vincoli e ambizioni, distinguendo ciò che conta davvero da ciò che è solo rumore di fondo. Questo è particolarmente importante per studenti e studentesse delle scuole superiori, che spesso non hanno ancora avuto l’occasione di confrontarsi con il mondo del lavoro o dell’università in modo strutturato.
Ho scelto di far parte del progetto Superiori perché ne condivido l’impostazione: un Mentoring accessibile, concreto e orientato allo sviluppo della consapevolezza, non alla performance immediata. Qui il volontariato non è un gesto simbolico, ma un impegno responsabile. Significa mettere a disposizione tempo, ascolto ed esperienza per ridurre quelle asimmetrie informative che rendono le scelte iniziali così fragili e, talvolta, casuali.
C’è poi un aspetto meno evidente ma altrettanto importante: il Mentoring non è mai a senso unico. Il confronto con studenti e studentesse costringe anche noi volontari a rimettere ordine nelle nostre convinzioni, a spiegare con chiarezza ciò che diamo per scontato, a rivedere percorsi che col tempo tendono a diventare automatici. È un esercizio continuo di ascolto e semplificazione, che rafforza il senso di responsabilità e la capacità di tradurre la complessità in strumenti utili.
Infine, credo fortemente nel valore sistemico del Mentoring. Ogni studente che acquisisce maggiore consapevolezza oggi è un adulto più preparato domani, e potenzialmente una persona più incline, a sua volta, a condividere e restituire. Il progetto Superiori contribuisce a creare questa catena virtuosa: non formando “copie” o modelli standard, ma persone più lucide, autonome e capaci di affrontare dubbi, incertezze e opportunità con maggiore maturità.
È per questo che continuo a credere nel Mentoring e ho scelto di essere parte di questo progetto: non per dare certezze, ma per offrire strumenti. Non per decidere al posto degli altri, ma per aiutarli a decidere meglio.
-Riccardo Siciliani