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Mentoring, MBA ed energie rinnovabili: l’intervista ad Alfonso Ardolino

di Team Editoriale   |   M4U   |   01/10/2020
Il Mentor Alfonso Ardolino ha una laurea in Economia Aziendale presso l’Università Bocconi di Milano ed è attualmente responsabile del business development per le energie rinnovabili in Eni. 
In Eni sin dal 2005, si è inizialmente occupato di pianificazione e valutazioni economiche per poi entrare a far parte del team M&A in differenti contesti internazionali. 
Nel 2017, dopo aver frequentato un Executive MBA presso la IE Business School di Madrid ha iniziato la sua esperienza nel business delle rinnovabili. 
Gli abbiamo fatto qualche domanda in merito al settore in cui lavora e su come impostare un rapporto di Mentoring di successo
Perché è importante avere un Mentor, una persona che possa supportarci ed aiutarci nelle scelte difficili e a sciogliere i nodi?
Un Mentor è importante perché le strutture organizzative in cui lavoriamo sono complesse, l’ambiente lavorativo in generale è complesso ed un Mentor aiuta, supporta, a navigare in questa complessità.
Il Mentor non prende decisioni al posto tuo ma fornisce chiavi di lettura diverse delle complessità, fornendo punti di vista, sbloccando eventuali preconcetti ed aiutando ad andare nel profondo, per arrivare a decisioni più complete e strutturate.
Un Mentor mette in discussione le idee del Mentee per stimolarlo e farlo crescere, al fine di accompagnarlo a scelte più consapevoli.
 
Oggi sei un professionista affermato, hai un Mentor/una persona con la quali ti rapporti per avere un confronto costruttivo?
In qualsiasi momento si può essere sia Mentee che Mentor. 
In qualsiasi momento del percorso professionale c’è bisogno di un Mentor, le tematiche nei diversi momenti di crescita possono cambiare ma c’è sempre qualcuno con un punto di vista diverso che può aiutarti nell’analisi del contesto.
In maniera strutturata non ho mai auto un Mentor nella mia vita professionale, ma a volte le relazioni Mentor-Mentee si creano in maniera non formale: capita in azienda di avere figure di riferimento che non chiami Mentor ma con le quali instauri una sana relazione che ti aiuta a crescere.
A me questa cosa è successa all’ultimo anno di Università con il professore che seguiva la mia tesi e poi in Eni, dove ho avuto la fortuna di trovare responsabili che sono stati sempre un riferimento per me, persone che non si sono mai risparmiate nel darmi consigli, aiutarmi a leggere momenti complessi con attenzione, e che mi hanno lasciato prendere le decisioni autonomamente. 
Il Mentoring è un processo quasi naturale che si tende a creare nelle nostre vite personali e professionali, continuamente.
 
Nel 2017 hai acquisito un Executive MBA a Madrid, presso la IE: quale tipo di vantaggio lavorativo e a livello di preparazione consente un MBA? Come hai scelto dove ottenerlo?
Un MBA è qualcosa che avrei voluto fare fin dal mio esordio nel mondo professionale ed è arrivato il momento di farlo dopo dieci anni di esperienza lavorativa, quando percepivo in me una necessità di cambiare, ed al contempo all’interno dell’azienda iniziavo a vedere quanto il tema della transizione e della trasformazione fossero importanti.
Ho sempre cercato momenti sfidanti di crescita, sono una persona che ha bisogno di sfide.
Ho deciso di fare un MBA perché volevo fare un’esperienza che mi aiutasse ulteriormente a guardare le cose in maniera diversa: fare un executive MBA che mette insieme lezioni a Madrid, lavori di gruppo ed individuali, lezioni in video ogni weekend, ed al contempo avere una famiglia, un’attività lavorativa, è stata una sfida organizzativa molto complessa e che sapevo mi avrebbe aiutato a crescere e ad affrontare ogni giornata in modo differente e molto più efficace. 
Oltretutto, grazie ai percorsi di coaching che venivano proposti, ho lavorato molto sulla consapevolezza personale.
Perché Madrid? Perché volevo scegliere una business school tra le migliori in Europa e nel mondo in un contesto internazionale e che mi consentisse di bilanciare le diverse esigenze personali.
 
Eni, l’azienda per la quale ti occupi di Business Development, è una realtà leader del settore energia: cosa significa lavorare in questo ambito? Di cosa ci si occupa in concreto?
Faccio parte del team energie rinnovabili e ci occupiamo di realizzazione, sviluppo, costruzione e gestione di impianti che producono energia da fonti rinnovabili, vendiamo energia elettrica green.
Sono responsabile dello sviluppo del business a livello globale e mi occupo di fare scouting e screening di nuove opportunità di business, nuovi contesti dove realizzare i nostri impianti.
Da sempre sono stato folgorato dal settore dell’energia, e da quando sono arrivato in ENI non l’ho mai lasciata: l’energia è ovunque, è alla base di ogni attività, senza di lei non c’è niente, ed il nostro obiettivo è di fornire energia a tutti in maniera equa per permettere lo svolgimento delle proprie attività personali e professionali, di crescere.
Per me il settore energia è l’industria basilare per qualsiasi altra attività.
Oltremodo parlando di ENI, e delle grandi aziende, un aspetto da non sottovalutare è la possibilità di cambiare attività all’interno della stessa azienda, cambiare lavoro internamente, ma anche essere in continua evoluzione, in continuo cambiamento.
 
Quali sono le skill che reputi necessarie per affermarsi nel tuo ambito? Come è possibile svilupparle? 
Per lavorare e vivere bene bisogna essere curiosi e pazienti.
La curiosità è alla base di ogni attività che ti fa guardare alle novità, ti fa stare attento al cambiamento.
Se non si è curiosi non si va oltre il proprio orticello.
Allo stesso tempo, la pazienza serve perché i risultati spesso non arrivano subito, e senza di lei si rischia di fare azioni sbagliate per non persistere nella direzione si aveva intrapreso.