Chi hai davanti? Cosa fa la/il tua/o Mentor nella vita? Quale strada ha percorso? Quali sono state le difficoltà che ha superato?
Conoscere il profilo della persona che ti abbiamo assegnato come Mentor è molto importante: ti aiuta a iniziare a farti domande, a chiederti dove tu stai andando o dove vorresti andare.
Ti consente di relazionarti in maniera informata, senza improvvisarti davanti a una persona che sta mettendoti a disposizione il suo tempo con consapevolezza e desiderio di supportarti.
La chiarezza, un concetto che è alla base del Mentoring ma in primis deve esserci con te: appuntati quali sono i tuoi obiettivi, come vorresti che la figura del Mentor ti aiutasse, quali sono i tuoi punti di forza e le tue criticità.
Autenticità e trasparenza sono la chiave di un rapporto di Mentoring performante: fin da subito condividi le tue difficoltà, illustra i tuoi sogni e con sincerità spiega cosa ti aspetti dal confronto e quali priorità vorresti dargli.
Bando alla timidezza: ogni Mentor ha vissuto la tua stessa età e tendenzialmente le stesse problematiche, anche le domande che ti sembrano più sciocche possono essere importanti per sbrogliare qualche nodo e qualche dubbio, soprattutto quelle che riguardo aspetti pratici che a volte si trasformano in spauracchi dalla sagoma insuperabile.
Ogni Mentor è anche professionista nel mondo del lavoro da anni: con chi meglio di lei/di lui si può discutere rispetto quali hard e soft skills sono maggiormente richieste dal mercato? Su come riuscire a bilanciare la propria vita privata con quella professionale? Come prepararsi a un colloquio?
La sua esperienza è preziosissima, un faro illuminante, anche quando la/il Mentor assegnato non lavora per la nostra azienda dei sogni: Mentoring non significa generare persone copie di altri, ma valorizzarle e fare in modo che ognuno possa liberare il proprio talento e migliorare le proprie capacità.
Lascia spazio per l’ispirazione, le osservazioni ma anche per le critiche: il Mentoring è crescita, non significa sentirsi solo dire cose che vorremmo ci fossero dette. Al contempo la proattività è fondamentale: fatti sentire, mostrati con interesse, voglia di sapere, di conoscere, e se ti dovessi trovare in disaccordo, comunicalo, apriti, sii pronta/o al dialogo.
Quali domande non porre mai a una/un Mentor? Tutte quelle che implicano prendere una decisione al posto tuo o alle quali potresti trovare risposta in autonomia tramite una banale ricerca online.
Ricordati che il Mentoring è uno scambio continuo, a lungo termine e nel tempo gli esseri umani non rimangono immobili ma si evolvono, anche grazie agli stimoli che ricevono, allo stesso mutamento sono sottoposte anche i nostri desideri, gli obiettivi, ciò che vogliamo: cambiare idea fa parte del percorso e del crescere, non significa fallire, ma trovare il posto nel mondo che realmente desideriamo occupare.