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Coffee Chat w/ Valentina Pippolo – Il Report

di Team Editoriale | M4U

La partecipazione all’incontro con Valentina Pippolo, Chief Investment Officer Equity presso Nextalia SGR, ci ha lasciati con una consapevolezza diversa: il private equity non è quel mondo freddo e fatto solo di numeri che spesso si immagina. È, per citare le sue parole, un “mondo strano” in cui la finanza non crea valore in sé, ma agisce da facilitatore per liberare il potenziale inespresso delle imprese.

L’elemento che ci ha colpito di più è sicuramente l’attenzione che è stata posta al fattore umano. Valentina ci ha spiegato che in un fondo di private equity come Nextalia, l’eccellenza deriva infatti dall’unione di background diversificati: siano essi ingegneristici, fisici o economico-finanziari, ciò che conta è infatti la capacità di apportare una visione nuova al team e alle aziende in cui il fondo investe. 

Inoltre, abbiamo approfondito meglio come questo lavoro venga suddiviso tra coloro che coltivano il rapporto relazionale e strategico con l’imprenditore (Investment Team) e coloro che, invece, si immergono nei processi aziendali per “far succedere le cose” (Portfolio Team). In ogni caso, l’obiettivo è sempre quello di accompagnare l’imprenditore italiano per aiutarlo a superare la naturale resistenza che gli uomini del management hanno a delegare il controllo per favorire una crescita organica e strutturata.

A questo approccio relazionale, si affianca una competenza tecnica che va al di là dei numeri e che nel mondo del private equity risulta fondamentale: comprendere il business model e il vantaggio competitivo dell'azienda. Valentina ha poi enfatizzato il fatto che la durata decennale dei fondi comporti una visione di lungo periodo, che impone di prendere decisioni ponderate. Tutto questo si traduce in un invito a non limitarsi a una pianificazione rigida, puntando invece a un'eccellenza operativa capace di adattarsi alle mutevoli sfide del mercato.

L’aspetto che più ci ha ispirato è sicuramente stato quello in cui Valentina ci ha dato un prezioso consiglio per la nostra futura carriera professionale. Valentina è stata chiarissima: “Scegliete il vostro capo, non il brand”. Ci ha raccontato di come lei stessa, in passato, abbia rinunciato alle offerte dei fondi più grandi e blasonati per scegliere un fondo più piccolo ma guidato da persone da cui riteneva poter davvero imparare il mestiere. In un mercato che ci spinge a inseguire l’azienda più ambita, questo invito a dare priorità alla qualità della guida e del mentoring è un cambio di prospettiva fondamentale per noi mentees.

L’esperienza di Valentina ci ha dato uno spunto per immergerci in quella che è la ricerca di una carriera che ci sappia, continuamente, stimolare e far crescere. Il cambio generazionale che stiamo vivendo sulla nostra pelle, tende a rendere il mondo del lavoro come un ambiente ostile alla libertà dei giovani, i quali sembrerebbero aver perso la voglia di mettersi in gioco e lavorare duramente per i propri obiettivi. Valentina ci ha ricordato che la curiosità e l’ambizione possono portarci ovunque, senza bisogno di pensare solamente alla carriera; il saper cogliere le opportunità è un insegnamento che più spesso deve essere insegnato, che non tutto ciò che pensiamo è ciò che il futuro ci riserva. Saper scegliere il luogo e le persone con cui lavorare può essere un faro più luminoso del semplice inseguimento di una carriera di successo. 

-Maximiliano Papagna


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