La conoscenza, gli errori e le decisioni, giuste o sbagliate, diventano davvero utili solo se riescono ad avere un impatto anche oltre il mio percorso. Nel mio cammino ho avuto accesso a opportunità che non erano soltanto frutto del mio merito: persone hanno scelto di darmi fiducia, di condividere strumenti e chiavi di lettura. Restituire oggi significa fare lo stesso con chi si trova agli inizi. È un principio di reciprocità: chi ha già percorso qualche tappa può aiutare a ridurre le asimmetrie di informazione e di accesso che i più giovani inevitabilmente incontrano.
Ho scelto Mentors4u perché non è soltanto un “matching” tra studenti e professionisti, ma un vero ecosistema. Qui il Mentoring non è episodico né casuale, ma strutturato, con obiettivi chiari e un impegno reciproco. Questo fa la differenza: una chiacchierata informale può essere utile, ma un percorso di Mentoring ha la forza di diventare trasformativo. Non basta raccontare “come sono andate le cose per me”; serve piuttosto aiutare chi entra nel mondo del lavoro a leggere i contesti, a stabilire priorità, a costruire un proprio metodo decisionale.
Credo che l’impatto più forte del Mentoring non stia nel dare risposte, ma nel cambiare il tipo di domande che uno studente si pone. Durante l’università è facile farsi guidare da criteri superficiali: quale lavoro paga di più, quale azienda è più conosciuta, quale percorso appare più prestigioso. Un mentore aiuta a riformulare quelle domande: “Che tipo di contesto valorizza davvero le mie capacità?”, “Come posso crescere nel medio termine, non solo nel primo step?”, “Quali compromessi sono disposto ad accettare e quali no?”. In fondo, la qualità delle risposte che troviamo dipende dalla qualità delle domande che siamo capaci di porci. Il Mentoring accelera questo processo, stimola pensiero critico e permette di guardare oltre le soluzioni immediate.
Un altro aspetto centrale è che il Mentoring non è mai a senso unico. Ogni volta che parlo con studenti o studentesse, porto a casa prospettive nuove. Le loro domande dirette, talvolta spiazzanti, mi costringono a rimettere ordine nelle mie convinzioni. Mi chiedono di spiegare in modo semplice ciò che ho impiegato anni a costruire, e questo diventa un esercizio potente. In realtà, il Mentoring allena anche il mentore: ricorda che la leadership non è solo guidare team o prendere decisioni, ma anche ascoltare, tradurre e rendere accessibile la complessità.
Infine, il valore più grande del Mentoring è la sua capacità di creare comunità. Se ogni studente che beneficia di questo scambio diventa, a sua volta, più incline a condividere nel futuro, si innesca un effetto moltiplicatore. Non cresce solo il singolo, ma un intero sistema che diventa più aperto, connesso e collaborativo.
Per me, entrare in Mentors4u significa proprio questo: non trasferire un “modello” già fatto, ma creare uno spazio in cui ciascuno possa mettere a fuoco meglio il proprio percorso. Non dare certezze, ma strumenti. Non costruire copie, ma stimolare originalità.